Cala il sipario su un altro Taste e questa volta la sensazione è di avere assistito a un Evento con la E maiuscola. Come abbiamo sempre detto l’unico vero Taste è quello di Londra, forse con eccezion fatta per Firenze, perchè è nella capitale del Regno Unito che l’industria che ruota attorno al mondo del food marcia veramente a pieno regime.

Anche se qui la nostra tradizione e la nostra ricchezza culinario-gastronomica se la sognano, bisogna dire che la macchina del marketing e della comunicazione gira a meraviglia. E’ forse anche per questo che molte delle star e dei marchi presenti sono comunque italiani, e non è certo un caso se l’unico evento sold out del week-end era il Taste of Tuscany.

Va poi detto che, tra tutti i Taste of London a cui abbiamo assistito, il Taste of London 2017 è quello che ci ha regalato di più.

Ecco dunque, in ordine sparso, alcune delle chicche  di questa edizione che sentiamo il dovere di condividere con voi:

  1. Il Fire Pit di Natoora

I ragazzi di Natoora rappresentano alla perfezione la concezione del food che si è affermata sul mercato di Londra. Qui la qualità intrinseca del prodotto conta per un 25-30%, il resto lo fa il branding, la comunicazione e il canale di distribuzione. Natoora, che tra l’altro parte da una buona qualità del prodotto, ha impostato il branding, la comunicazione e il design dei suoi Shop su un posizionamento di alto livello. E’ per questo che i suoi negozi sembrano delle gioiellerie e il prezzo medio di una zucchina equivale a quello di un intero sacchetto da 1kg da Tesco. Però su questi eventi viene fuori tutta la bravura dei ragazzi di Natoora, e al Fire Pit abbiamo assaggiato dei piatti di frutta  e verdura cucinati alla brace davvero notevoli. Anche lo stand, manco a dirlo era di gran classe. Che dire… complimenti ragazzi!

 

2) L’happy Hour Agli Insetti

Sì ecco, questa forse non ve la aspettereste tra le figate di Taste Of London, ma all’Avant Garde Theatre, nome quanto mai azzeccato, abbiamo provato la “daring experience” di assaggiare il cibo del futuro: gli insetti, appunto. Esperienza divertente e originale. Non si può dire lo stesso per il gusto del piatto: gli insetti sapevano di limone. Vabbè dai, poteva andare peggio!

 

3) Il Vitello Tonnato di Francesco Mazzei

Come ogni anno non poteva mancare lo stand dell’onnipresente Chef Francesco Mazzei, da un paio d’anni deus ex machina di Sartoria. E come ogni anno non potevamo esimerci dall’assaggiare le creazioni dello Chef, che come sempre non deludono. Il Veal Tuna gluten free e dairy free era un velluto. Davvero notevole, complimenti Chef!

 

4) Il Prosecco del Consorzio del Prosecco DOC

Di fronte alla cattedrale della divinità del Prosecco non puoi non fermarti e inginocchiarti devoto. Noi anche quest’anno abbiamo deciso di onorare il rituale dell’aperitivo col Prosecco e per un attimo ci siamo sentiti a casa. Non c’è niente da fare:  in termini di qualità le nostre eccellenze sono ancora una spanna sopra alla concorrenza. E non sarà facile accorciare le distanze!

 

5) L’Octopus Pinchos dello Ember Yard

Da una tecnica mista italo-spagnola di cottura alla brace nasce questo piatto davvero squisito che vi consigliamo di provare se vi trovate dalle parti di Soho, veramente un piatto di ottima qualità.

 

6) La costoletta di vitello di Club Gascon

Il 72 Hours Barbecued Beef Rib di questa stella Michelin francese è un piatto originale e divertente. Il vitello coperto di ketchup è equilibrato e gustoso e lo Chef Pascal Aussignac dimostra ancora una volta di saper giocare tra alto e basso con grande maestria.

 

 

Le 6 Chicche Che Vi Siete Persi al Taste of London 2017
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